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    October, 2005

    ECO DEL MARE

    Eco del mare,
    quella voce portata dal vento,
    l'azzurro degl'occhi,
    vola vagando tra le vie,
    cerca chi sogna di lui,
    chi il suo pensiero vuole portare.
    Sente tra la brezza marina la sua immagine,
    chiuso in se non lo può trovare,
    è sorretto dal vento,
    quasi uno spirito del cielo,
    cerca di lui,figlio del mare,
    con la sua musica non smette di sognare.
    Eco del mare,
    voce dall'eternità,
    preghiera di naviganti erranti,
    voce dolce calda nelle notti più buie.
    Lui lo sente tra strade deserte,
    tra i muri di casa,
    confida a lui la sua malinconia,
    il suo pensiero,
    che lo porta lontano dal vero,
    che lo uccide lentamente,
    quando affondando l'aria come la luce svanisce.
    Ma quel canto leggero,
    talvolta grido disperato,
    dallo scrosciare delle roccie, lo salva dalla sua follia,
    dalla malinconia del suo pensiero,
    quando il mondo passa,
    lo perde,lo lascia andare lontano.
    L'eco del mare,
    sogno astratto,
    terra per chi è perso nel mare del vuoto della vita.
    E' una fiaba cantata dal cielo,
    come una benedizione nel deserto della realtà.
    Melodia così calda,
    sole d'oriente,notti azzurre,
    cascate di stelle,
    rischiara il buio,la solitudine,
    tutto intorno risuona.
    Un'echeggiare d'un canto perenne,
    è un attimo un bacio eterno.
    Eco del mare,
    abbraccio avvolgente sin dalla notte dei tempi,
    è un'ancora,
    porto al riparo dall'onde,
    spazio nel vuoto dei giorni.
    E' una nuvola fluttuante distratta,
    tra i muri e  silenzi,
    è un sogno saltarci sopra,
    forse l'eco del mare...
    ...è il grido del mare,
    il sogno di non smettere di sognare un'isola da conquistare.
    Come lui,
    sbatte incessante sulle sponde del mondo,
    continuando a cercare un nuovo spazio,
    un'altro orizzonte,
    lo dice,la voce,
    l'eco,
    il sogno.